ARTISTI



LUCIA ANSALONE
RADICI DI FUTURO

La scultura nasce dal fascino che l'ulivo esercita sull'artista attraverso le sue forme naturalmente scultoree. È un albero che non cresce soltanto: il tempo e la terra modellano la sua struttura come artisti silenziosi, creando forme capaci di raccontare storie di resistenza, memoria e forza vitale.
L'inserimento di autentici rami d'ulivo nella chioma celebra una vita che non si esaurisce, ma si rinnova attraverso la trasformazione. L'albero artificiale perde così la propria natura di semplice oggetto e diventa custode e alleato della natura.
Rispetto ai temi Pianeta e Pace dell'Agenda 2030, l'opera invita a riscoprire il legame con la terra e il valore simbolico dell'ulivo: emblema di rinascita, equilibrio e speranza in un futuro più armonioso.


GIANCARLO MASSIMO CHIANCONE
IL PATTO FRAGILE

Tra memoria, uomo e natura
Terra, acqua, paesaggi e frammenti di vita emergono dal colore come tracce di una memoria in continuo divenire.
La pittura di Giancarlo Massimo Chiancone attraversa il confine tra figura e astrazione, tra ciò che permane e ciò che si trasforma.
Dalla forza primordiale della terra alla fragilità dell'anima, ogni opera racconta un equilibrio antico e vulnerabile, oggi messo alla prova dalle rapide trasformazioni del nostro tempo.
In dialogo con l'Agenda 2030, la mostra invita a riconoscere ciò che ci unisce e a custodire, insieme, la memoria dei luoghi, la terra e la vita.


GIANCARLO DE LUCA
PRIMA DELLA PAROLA

Il seno possiede una simbologia antica e stratificata, che va ben oltre la dimensione erotica. Fin dalle origini è legato alla vita, al nutrimento, alla fertilità e all'idea di Madre Terra.
Le Veneri preistoriche ne testimoniano il valore ancestrale, mentre nelle diverse tradizioni religiose assume significati di protezione e sacralità: dalla Madonna del Latte alla dea Iside che nutre Horus.
Ma il seno non rappresenta soltanto maternità e accoglienza. È anche espressione di identità, vulnerabilità e forza. Nel mondo contemporaneo conserva questa complessità, diventando simbolo di autodeterminazione e consapevolezza del corpo.
Nella ricerca di Giancarlo De Luca, il corpo femminile diventa così un territorio simbolico attraverso cui raccontare la complessità dell'essere donna e restituire al seno una dimensione più profonda, universale e umana.


MIMMA DE LUCA
CUORE SACRO

Le opere di Mimma De Luca nascono come un gesto di gratitudine, un "grazie" rivolto a una presenza superiore all'essere umano, capace di accogliere fragilità, paure e speranze. Ogni creazione assume così il valore di un'offerta, di un riconoscimento per la grazia ricevuta e per quella fiducia che permette all'anima di aprirsi alla possibilità di un tempo migliore. La preghiera rimane silenziosa, celata da un'inquietudine profondamente contemporanea. In dialogo con i temi Persone e Pace, Cuore Sacro richiama la necessità di prendersi cura della dimensione interiore dell'essere umano. Perché costruire un futuro migliore significa anche custodire la speranza, ritrovare fiducia nell'altro e credere nella possibilità di farcela insieme. 
La ricerca di Mimma De Luca si sviluppa attraverso un linguaggio suggestivo, nel quale il tratto pittorico assume spesso una dimensione scultorea. Ceramiche e tele si sovrappongono e dialogano, dando forma a un sentimento intimo di devozione e sacralità. Ogni opera diventa così uno spazio personale e raccolto, al quale ciascuno può affidare la propria anima, le proprie inquietudini e il bisogno profondo di speranza.


DARIO DI MARTINO
IL PREZZO DEL VERDE

L'Agenda 2030 propone un ambizioso progetto globale che pone tra i suoi obiettivi la tutela degli ecosistemi, la riduzione dell'inquinamento e un uso più responsabile delle risorse. La ricerca di Dario Di Martino si concentra sulle contraddizioni che separano questi principi dalla realtà contemporanea. Attraverso dieci opere, l'artista costruisce un percorso critico che indaga il confine tra autentica coscienza ecologica e sfruttamento commerciale del "green". Natura e rifiuto, vita e consumo convivono nelle immagini come segni di un equilibrio sempre più compromesso.
In dialogo con il tema Pianeta, la mostra invita a guardare oltre le dichiarazioni e le apparenze: la sostenibilità non può essere soltanto un'immagine da vendere, ma deve tradursi in responsabilità, scelte concrete e rispetto per ogni forma di vita.


ELENA LEMBO
ESSENZA

Ridurre le disuguaglianze

Ogni essere umano custodisce un'essenza profonda che va oltre il volto e supera ogni differenza. Gli occhi diventano la voce dell'identità e delle emozioni, mentre i fiori simboleggiano la capacità di ciascuno di sbocciare quando incontra rispetto, inclusione e pari opportunità.

L'intreccio di sguardi, fiori e anime racconta così un'umanità libera dai pregiudizi e dalle distanze imposte, capace di accogliere le diversità e di riconoscere, in ogni persona, un valore unico e irripetibile.   


MARIAGRAZIA MANCINO
LE VIE DELL'ESSERE

Attraverso il simbolo e la metafora, l'artista racconta in ogni tela il cammino dell'essere umano e il suo rapporto con il mondo. Il linguaggio pittorico assume una dimensione filosofica e cerca una via di fuga verticale, aprendosi verso il cielo e l'infinito.
La contrapposizione tra luce e ombra, immagine della complessità del vivere, prende forma anche attraverso oggetti inanimati che diventano testimoni di storie, memorie e denunce. La spinta creativa si orienta così verso l'oltre e verso quel mistero che sfugge ai sensi, ma che continua ad alimentare la ricerca, la speranza e un inesauribile amore per la vita.


ANTONIO MARICONDA
VOLTI OLTRE IL VOLTO

In questi nuovi lavori l'artista prosegue la propria ricerca attraverso la figura femminile, affidando al colore il compito di trasmettere emozioni, energia e vitalità.
Le donne raffigurate hanno volti privi di tratti somatici: una scelta che le libera da ogni identità personale, sociale o geografica, trasformandole in presenze universali. Gli abiti, diversi per forme, colori e decorazioni, richiamano culture differenti e raccontano la possibilità di una convivenza fondata sull'armonia, sul rispetto e sulla condivisione.
In dialogo con l'obiettivo dell'Agenda 2030 dedicato alla riduzione delle disuguaglianze, i volti non definiti diventano spazi aperti nei quali ogni spettatore può riconoscersi. L'opera afferma così il valore di un'umanità senza confini né discriminazioni, nella quale le differenze non separano, ma diventano una ricchezza comune.


PEPPE NOCERINO
TERRA, UNIVERSO E FUTURO

Le opere proposte costruiscono un itinerario visivo che parte dalla Terra, si apre verso l'immensità della Galassia e approda alla visione di un futuro ancora da immaginare. È un percorso che attraversa dimensioni diverse, dal luogo concreto che abitiamo allo spazio sconosciuto, fino a interrogarsi su ciò che ci attende e sulla direzione che l'umanità saprà scegliere.
Elemento comune dell'intero progetto è la resina epossidica, utilizzata non soltanto come materiale espressivo, ma come parte integrante del significato delle opere. La sua capacità di inglobare, trasformare, riflettere e restituire la luce diventa metafora di una realtà in continua evoluzione: una materia che conserva tracce del presente e, nello stesso tempo, sembra proiettarle verso ciò che ancora non esiste.
Terra, Universo e Futuro mette così in relazione ciò che siamo, lo spazio di cui facciamo parte e ciò che potremmo diventare. Dalla materia terrestre all'infinito cosmico, le opere invitano a spostare lo sguardo oltre il presente, verso un futuro del quale non conosciamo ancora la forma, ma che nasce inevitabilmente dalle scelte, dalle trasformazioni e dalla responsabilità del nostro tempo.


PIERO PENNA
PAESAGGI DA CUSTODIRE

La bellezza come responsabilità 
Nelle opere di Piero Penna la natura si manifesta come un luogo di armonia, silenzio e rigenerazione. Boschi attraversati dalla luce, corsi d'acqua, laghi, distese fiorite, ulivi secolari e paesaggi marini compongono un universo incontaminato nel quale l'essere umano ritrova il proprio legame più autentico con la Terra.
La pittura dell'artista celebra la vitalità delle stagioni e la forza degli elementi naturali. L'acqua diventa sorgente di vita, gli alberi custodiscono il tempo e le radici, mentre la luce apre ogni paesaggio alla speranza. La personale ricorda che la bellezza della natura non è soltanto qualcosa da contemplare, ma un patrimonio da difendere. Proteggere boschi, acque, territori e biodiversità significa custodire la vita e consegnare alle generazioni future un mondo ancora capace di meraviglia.


ENZO SANTORO
RIFLESSIONI CELATE

Dipinti e sculture, figurativi o astratti, danno forma a presenze che talvolta si mostrano e talvolta restano soltanto evocate. Figure, volumi e segni si avvicinano, si sfiorano, dialogano oppure mantengono una distanza, come accade nelle relazioni umane, dove ogni incontro porta con sé vicinanza, attesa, confronto e silenzio.
Materie diverse convivono nello stesso spazio alla ricerca di un equilibrio, mentre i colori si incontrano senza sovrastarsi, conservando ciascuno la propria identità. Ne nasce un racconto fatto di equilibri sottili e tensioni nascoste, di ciò che appare e di ciò che rimane celato.
Riflessioni celate invita così a guardare oltre la superficie dell'opera, lasciando emergere pensieri, emozioni e legami che non sempre hanno bisogno di essere dichiarati per essere percepiti.


BARBARA SPATUZZI
IL RESPIRO DEL MONDO

Materia, acqua e luce

La ricerca astratta e materica di Barbara Spatuzzi nasce da una consapevolezza profonda: l'essere umano è circondato da una bellezza immensa e vive in una terra capace di offrire tutto ciò di cui ogni creatura ha bisogno. L'aria che respiriamo, i cieli mutevoli attraversati dalle nuvole, l'acqua come origine della vita e la terra che sostiene e accoglie compongono un equilibrio prezioso. Madre Terra è nutrimento e amore, ma chiede cura e rispetto. 
Attraverso il linguaggio informale, la densa materia pittorica, le stratificazioni e la luce preziosa dell'oro, l'artista evoca i quattro elementi vitali: acqua, terra, aria e fuoco, quest'ultimo incarnato dall'energia del sole. La superficie dell'opera diventa così un territorio vivo, attraversato da segni, trasparenze e vibrazioni luminose. Non descrive un paesaggio reale, ma ne restituisce l'essenza più profonda e pulsante.
In dialogo con l'Agenda 2030 e con il tema Pianeta, la mostra richiama la responsabilità dell'essere umano verso l'ambiente. Custodire la natura significa preservare l'equilibrio da cui dipende ogni forma di vita e riconoscere la sacralità della Terra come casa comune.

MASSIMO BORRELLI
NON PENSAVO FOSSE CENERE

L'Artista attraversa la memoria di Pompei, Ercolano e Paestum, trasformando colori e geometrie delle antiche pareti in una pittura fatta di aperture, stratificazioni e resistenze. Nei sei dipinti che espone, la cenere non racconta soltanto la distruzione, ma ciò che resta e continua a vivere sotto la superficie. In dialogo con il tema Pianeta dell'Agenda 2030, il progetto interroga il presente: cosa permette a una struttura di resistere quando tutto intorno sembra cedere? E quale insegnamento può offrirci il passato per affrontare la crisi del nostro tempo?


LELLO D'ANNA
F_LOVERS

Attraverso la lente intima del light painting, le fotografie di Lello D'Anna esplorano la relazione profonda tra luce e materia, celebrando il fiore come evento luminoso e dinamico.
In questa serie di studi, la tecnica agisce come un pennello invisibile nell'oscurità: la luce sottile scolpisce delicatamente le forme floreali, rivelando una dimensione interna fatta di texture nascoste, nervature segrete e trasparenze eteree. Ogni composizione diventa così un dialogo silenzioso tra la fragilità organica e l'energia vibrante della luce, un'esplosione controllata di vita che si staglia contro il buio.
L'autore dà vita ad un linguaggio visivo che lega il fiore alla sua essenza più pura, gli scatti diventano vere e proprie meditazioni, momenti fugaci di splendore in cui ogni petalo, emergendo dal buio, sembra sussurrare la propria identità, evocando profonde sensazioni di purezza e una sacralità della natura.


GIORGIO DELLA MONICA
L'ABBRACCIO

L'Artista espone una serie di opere pittoriche dedicate alla figura femminile, proponendo un percorso visivo intenso e suggestivo, nel quale la donna diventa simbolo delle emozioni più profonde dell'essere umano.
Le opere raffigurano presenze femminili immerse in contesti diversi, spesso in rapporto di simbiosi con la natura, e restituiscono stati d'animo ancestrali quali tristezza, rabbia, inquietudine e raccoglimento interiore.
La ricerca pittorica dell'artista, nata dall'arte figurativa, attraversata dal linguaggio astratto e approdata a una dimensione più simbolica, con tratti di surrealismo, trova in queste immagini una forma particolarmente efficace di espressione.
L'uso sapiente del colore, insieme alla varietà delle tecniche impiegate - dall'acrilico all'olio - conferisce alle opere una forte intensità emotiva, rendendo la figura femminile il centro di una riflessione poetica sull'intimità, sulla fragilità e sulla forza dell'esperienza femminile e umana.
In dialogo con i temi Persone e Parità di genere dell'Agenda 2030, la mostra pone la donna al centro di una riflessione poetica sull'identità, sulla dignità e sulla complessità dell'esperienza femminile, riconoscendone insieme la vulnerabilità e la forza.


ENZO FORGIONE
IN VIRIDIA IMMERSIO

Immergersi nel verde, nella natura, annulla virtualmente la separazione tra l'individuo e l'ambiente naturale e consente di raggiungere uno stato di pace e armonia interiore. Le opere qui esposte ambiscono a coinvolgere l'osservatore in un'esperienza immersiva , e non meramente contemplativa, intesa a stabilire un rapporto emozionale, che non necessita di molte parole. L'ingrandimento dei soggetti dipinti in questo contesto, assume una funzione specifica, volta a focalizzare l'attenzione sui dettagli, che spesso sfuggono all'osservatore, e a indurlo a soffermarsi sull'unicità della Natura e sulla necessità di proteggerla e preservarla. La mia ricerca artistica si concentra sulla botanica e su alcuni aspetti della percezione visiva, in particolare sui 'patterns' ( modelli, trame ripetute) che permeano l'ambiente circostante, sia nelle geometrie del nostro contesto urbano quotidiano, sia, soprattutto, nell'apparente disordine della Natura; il richiamo quindi alla sua unicità è fondamentale per stimolare una riflessione e una sensibilizzazione in un'epoca caratterizzata da un crescente deterioramento derivante dall'attività antropica.


LAURA LIBERA LUPO
ANIME IN ESTINZIONE

La conservazione della biodiversità è uno degli obiettivi fondamentali dell'Agenda 2030. Affrontare il tema degli animali in via di estinzione significa raccontare non soltanto il destino di una singola specie, ma anche lo stato di salute dell'intero pianeta.
Ogni animale minacciato diventa così il simbolo fragile e silenzioso delle conseguenze delle nostre scelte. Proteggere la biodiversità significa custodire l'equilibrio della Terra e assumersi la responsabilità del futuro che consegneremo alle nuove generazioni.


OLGA MARCIANO
SGUARDI

In Sguardi il volto femminile diventa un territorio interiore da attraversare. Nei ritratti affiorano emozioni, fragilità e forme di resistenza: attesa, paura, amore, malinconia, fede e consapevolezza. Ogni donna conserva la propria unicità e, nello stesso tempo, racconta qualcosa di universale, nel quale ciascuno può riconoscersi. 
Il dialogo con l'Agenda 2030 nasce dall'idea che non possa esistere uno sviluppo autenticamente sostenibile senza attenzione alla persona. La parità di genere, la riduzione delle disuguaglianze e il benessere passano anche attraverso il riconoscimento dell'identità, della dignità e della vita interiore di ogni individuo. Gli sguardi dipinti diventano così un invito a fermarsi, ad ascoltare ciò che spesso rimane invisibile e a riconoscere pienamente l'altro.


CLAUDIO MARTINENGHI
MASSACRI

Il mondo è in fiamme. Olocausti, genocidi e guerre incombono a ogni latitudine. Di fronte a tanta violenza, la pittura può soltanto disarmarla simbolicamente, registrarne gli orrori e denunciarne le conseguenze, ponendosi dalla parte degli ultimi e delle vittime.
L'arte diventa così testimonianza e presidio di verità: uno strumento per mantenere viva la memoria, contrastare l'indifferenza e riaffermare il valore universale della dignità umana di fronte alle distruzioni e alle barbarie.


VALERIA NUZZO
ARCHEOLOGIE DEL PAESAGGIO

La ricerca indaga la topografia del trauma, dello sradicamento e della resistenza della terra alla pressione degli eventi attraverso un dialogo, che si vuole rigoroso, tra peso materico e segno grafico, scevro da intenti decorativi.
L'argilla cruda, le resine e le trame metalliche diventano corpo plastico e registro fisico dell'urto: la superficie vuole assorbire la pressione dell'evento, conservandone la memoria della spaccatura, dell'esodo, del sedimento della traccia umana o finanche della sua mortale assenza. A questo registro tridimensionale si affianca la misura micro-grafica su carta, dove il flusso delle moltitudini si traduce in pulviscolo di segni, addensamenti e rarefazioni.


NICOLA PELLEGRINO
LA TERRA

Il progetto ceramico supera la dimensione puramente estetica per diventare testimonianza ecologica e civile. Ispirato agli obiettivi dell'Agenda 2030 dedicati alla vita sul pianeta, esplora la morfologia della Terra attraverso la manipolazione delle superfici argillose. 
Frammenti di vetro, polveri minerali e materiali organici ricreano gli aspetti della crosta terrestre, marina e sottomarina. Superfici aride e spaccate evocano desertificazione ed erosione; terre d'ombra, ossidi rossi e bruni, attraversati da zone grigio-nere, richiamano la progressiva cementificazione. Toni chiari e freddi rimandano invece ai paesaggi marini, ai fondali stratificati e alle formazioni coralline, mentre i bianchi opachi e lucidi alludono allo sbiancamento dei coralli e agli effetti del riscaldamento globale.
La micro-scala del dettaglio ceramico diventa così uno strumento per osservare la macro-scala del pianeta. La ceramica — terra modellata dall'acqua e trasformata dal fuoco — si fa materia ideale per raccontarne il trauma e la metamorfosi.
L'argilla diventa la pelle sensibile della Terra, un diario materico capace di conservare le tracce della crisi climatica e le trasformazioni impresse dall'uomo e dal tempo sul paesaggio contemporaneo.


GIULIA REALE
IL TEMPO DI UN FUTURO

Il futuro non è ancora scritto, eppure porta già il peso delle scelte che compiamo nel presente. Esiste un mondo sospeso tra ciò che l'umanità rischia di perdere e ciò che può ancora proteggere e trasformare. 
Dalla fragilità dell'essere umano alla forza della natura, dalla guerra alla pace, dalla solitudine alla condivisione, ogni opera diventa una domanda rivolta alla nostra coscienza: quanto tempo abbiamo ancora per scegliere un futuro diverso? 
In dialogo con i valori dell'Agenda 2030, il progetto invita a riconoscere la responsabilità individuale e collettiva nella costruzione di un mondo più giusto, pacifico e sostenibile. Il futuro non è soltanto ciò che ci attende: è ciò che decidiamo di creare, insieme, a partire da oggi.


REGINA SENATORE
RAME E ANIMA

Nelle opere di Regina Senatore la natura si manifesta nelle sue molteplici forme: il respiro del mare, la vitalità della campagna, il silenzio dei boschi invernali e il ritmo delle stagioni. Attraverso lo sbalzo su rame e gli smalti ad acqua, paesaggi, alberi, fiori, animali e simboli emergono dalla superficie come parti di un unico racconto. 
L'artista lavora il rame come se ascoltasse il battito della Terra: ogni colpo diventa memoria, ogni rilievo una radice. Il percorso attraversa ambienti differenti, uniti dallo stesso fragile equilibrio. Le radici richiamano il legame con la terra, il mare custodisce la memoria della vita, il silenzio rigenera e i sentieri conducono verso una nuova consapevolezza.
In dialogo con il tema Pianeta dell'Agenda 2030, Rame e anima racconta l'armonia possibile tra essere umano e natura. Il futuro non è un'eredità da consumare, ma un seme da custodire: proteggere mari, boschi, campagne e biodiversità significa prendersi cura della nostra casa comune e preservarne la bellezza per le generazioni future.
All'interno della personale, "Respira Terra" raccoglie le opere dedicate alla terra e ai suoi paesaggi, mentre "Thalassa" identifica la sezione dedicata al mare, inteso come respiro, memoria e origine della vita.


SABRINA TORTORELLA
NEL NOME DEL CUORE 

Custodire la Terra attraverso la bellezza, la gratitudine e l'amore. La mostra nasce dall'idea che ogni gesto di cura verso il pianeta abbia origine da un sentimento: l'amore. Le figure femminili rappresentano simbolicamente le custodi della natura: del mare, attraverso i coralli, degli animali attraverso gli uccelli e i camaleonti, dei fiori attraverso la loro presenza delicata e vitale. Ogni opera diventa così un invito a riconoscere la bellezza e la fragilità del mondo che ci circonda e a sentirci responsabili della sua tutela. La mostra parla di sostenibilità e la trasmette al suo osservatore: ogni gesto di cura verso il pianeta nasce da un gesto d'amore.